October 19
Nei campi bruciati dal gelo, nella steppa più inospitale e dura, nei deserti battuti dalla tramontana , nel regno del ghiaccio e del sonno dove il tempo è un tiranno imperturbabile ed eterno ed ogni tratto,dal cielo freddo fino al mare inospitale e in perenne agitazione è grigio: la terra è grigia. Per chilometri nient’altro che permafrost e arbusti neri.L’unico suono percettibile è il continuo e cupo ululato del vento che sfregia il volto con temibili unghiate raggelanti, poi c’è l’affannoso cammino fra il gelo e il grigio, immersi nell’inverno la bussola perde ogni significato: tanto si sa che per chilometri e chilometri si troverà solo :qualche arbusto e se va bene qualche carcassa. Pare che il mondo sia stato cancellato e che da un momento all’altro debbano riapparire Adamo ed Eva. Il mio respiro è come i miei passi, affannato ed è così rumoroso rispetto al silenzio imperante che quasi quasi respiro più piano,come se avessi paura di svegliare la natura. Mentre osservo ciò che il gelo ha bruciato so bene qual è motivo sia finito nella landa più amare e desolata del creato, tutta questa desolazione m’'intristisce, ma da un lato mi attrae, voglio gustarmi questi attimi di solitudine, giusto qualche minuto, mi siedo,mi guardo intorno e realizzo che l’inverno non è affatto desolazione è preparazione alla rinascita, allora sorrido dentro di me e gusto lo spettacolo della vita che freme sotto il ghiaccio