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June 10 manifesto dell’uomo FOLLE del XI SECOLOFinalmente, dopo secoli di ostracismo, all’uomo folle è stata riconosciuta la sua naturale importanza, se non addirittura superiorità: quanti progressi, quante evoluzioni sono state ottenute gratie at una et una sola persona considerata FOLLE? Bruciate ogni ap-parente normalità, sempre que ne siate in grado, perché non si può diventare folle, ci si nasce. Basta con le vostre presenze pseudo-intellettualoidi, que francamente ci hanno over-riempito le nos-scatole. Anche l’uomo saggio è un’antiqua reliquia dei tempi a-ndati. Non abbiamo né orizzonte né scopi, il nostro è un eterno procedere oltre i vostri limiti auto-imposti per salvaguardare le deboli menti vostre dalla realtà: la verà follia è la razionalità. Questo è il secolo del caos,del folle e del continuo movimento verso il nonsisachecosa e noi, i folli, ne siamo la pura e dura avanguardia. Noi siamo quelli che, con il loro comportamento lunatico e poliedrico ri\specchi\amo la vera natura dell’universo e non ci vergognano della nostra originalità, non siamo noi ad essere matti, siete voi a temere l’infinito e l’adesso. Odio e amore sono semplicemente la faccia della stessa medaglia, inscindibili e inseparabili gabbie in cui l’uomo razionale prova a ingabbiare l’infinita varietà di sentimenti rinchiusi in quella maledettamente stupendamente corrotta scatola che è l’uomo. Un po’ come il tempo? Cos’è il tempo?Ne abbiamo bisogno?Abbiamo davvero bisogno di sapere che il sibilo della falce è sempre più vicino?È solo una stanca ripetizione eterna di cui noi siamo le mutevoli marionette. ABBANDONATE LA RAZIONALITÀ, IL NESSO CAUSA-EFFETTO-REAZIONE-RIVOLUZIONE ABBRACCAITE LA MATEMATICA DEL CAOS, È QUESTO IL SECOLO DELL’UOMO FOLLE May 14 14-05-2009 23.09“Sai ragazzo, la felicità è così polimorfa che spesso la confondiamo con altro se non addirittura ce la facciamo passare davanti gli occhi come succede tante di quelle volte … ma in tutte quelle volte ci è semplicemente scivolata di fronte senza che ce ne accorgessimo, oppure credevamo che la nostra felicità risiedesse in ben altro. Figliolo, ho cent’anni da chissà quanto tempo ed è dato a ben pochi, forse solo me stesso,di quanto letti abbia saggiato il calore, di quale mare intrepidamente abbia carezzato i flutti e di quale sangue abbia sporcato la terra. Oramai sono stanco e ho provato ogni singola esperienza nella quale riponete un barlume di-speranza per la gioia, sono addirittura divenuto immortale, ma di tutti questi anni passati a provare e riprovare solo una cosa mi è rimasta:la sindrome della Farfalla, ovvero la sindrome di coloro che spendono la vita in una continua attesa che porta a frutti effimeri e deludenti, proprio come una farfalla che passa una vita da bruco, poi mostrando la sua vera bellezza, muore. Detto questo vorrei porti una domanda: credi che perché io sia immortale sia felice e senza paure?Sciocchezze, solo una cosa fa più paura della morte, l’infinito baratro causato dalla mancanza di essa” January 30 Poesiola, ho fatto di meglio :-\ La dura terra con Il suo inviolabile sigillo Una fatale attrazione dal basso Tiene legato il corpo, ma la mente Vola e la mia unica intenzione è imparare a volare Chiudo gli occhi rivolgo la faccia al sole il vento gonfia le vele corro verso il cielo che imprigiona la verde collina e salto. Ce la Faccio! Plano La terra brulica di vita Gli oceani sono semplici panni blu Là, dove l’aria è pura La mia ombra è immensa finchè plano Ed ricopre tutto ciò che il mio occhio vede. Finchè mi risveglio January 16 E la vidi.... ....E la vidi passare come nuvola: leggera, eterea, multiformee illusiva da una parte all'altra della mia vita seminando luci calore e colori.Danzando sulle mie miserie, bruciando ogni sicurezza.Non saprei descriverla visto che mutava forma colore e luce. Respirando la mia aria mi sentivo soffocare. provo a raggiungerla ma mi era sempre infinitamente davanti ma come la prendevo si mostrava infinitamente dietro.Era un fascio di luce blu-verde che si mutava prima in giallo e poi in bianco finche non mi circondava e non mi entrava nei polmoni, correvamo sui pendii infiniti ma ogni volta che toccavamo terra ci ritrovavamo sospesi in aria.in un oceano di coralli un suo bacio trasfomrmò l'argilla in carne: ma sparì in una lingua di fuoco e ritornai nel grigio tubo di lamiere. December 14 RaccontoDue individui sospetti camminano nella stessa direzione in una strada desolata dal freddo in un paese insignificante: uno è vestito con un impermeabile nero che slancia la sua figura molto alta ha freddo, le mani sono congestionate e tiene una sigaretta fra le labbra al di sopra di un mento aguzzo. È nervoso con quella borsa in mano, non era una mezza tacca, ma un affare del genere non gli era mai capitato fin’ora!Cerca per qualche bar aperto per qualche shottino per combattere freddo e nervosismo, ma nulla, camminando non si volta mai dietro ha la faccia abbassata schivando ogni taglio del vento freddo sul viso nervoso e pensieroso. Non bada all’altro uomo dietro di lui, un cappotto stile imperiale di ottima rifinitura color blu scurissimo, un po’ più basso con una sciarpa tirata in alto all’inverosimile che gli copre la bocca e che per poco non gli va sugli occhi, non ostante siano le due di notte e sia il 13 dicembre ha un caldo da morire, e stavolta non è l’ennesima sbronza per deviare la mente dal suo squallore, è terrore, terrore che gli pulsa nelle arteree celebrali, che gli ha fatto perdere la cognizione del tempo e di ciò che deve fare, ma lui si, non riesce a staccare gli occhi dall’uomo con l’impermeabile e agita le labbra in un bofonchiò a metà fra una preghiera ed una bestemmia. Prende coraggio e chiama “Ehy tu!” l’altro non si ferma, s’irrigidisce, è come se il proiettile già l’avesse raggiunto, gira prima gli occhi, poi la testa ma ciò non dura pèiù di mezzo secondo, sente l’impulso di correre ma si ferma. Poi l’uomo col cappotto blu lo raggiunge i due si guardano per qualche istante, la tensione ammutisce addirittura il ronzio dei vecchi lampioni . Poi uno dei due abbozza “Pronto al grande salto?”è l’uomo con il cappotto che, toltasi la sciarpa mostra una barbetta bionda ed un viso di un quarantenne molto ben tenuto. L’altro tranquillizzandosi, ed accennando un sorriso così falso che è comico “certo, l’incontro è qui?” “si, aspettiamo” l’aria è gelida e i due non ostante l’abbondante vestiario tremano, vorrebbero tremare per il freddo, quello si che sarebbe una grande cosa! Alla fine sarebbe abbastanza coprirsi e passerbbe tutto! Ma non è cosi.
Tremano per la paura non sanno cosa stanno per scambiare con 20.000.000€ dev’essere qualcosa di grosso, non c’è dubbio. E per la prima volta in carriera hanno degli scrupoli di coscienza, e si fanno domande. Il che non è bene perché quando ti cominci a fare domande in un traffico del genere, o ti ammazzi o fai in modo di farti ammazzare,ma loro neanche ci pensano a tutta questa storia. Forse moriranno fra poco. Si sente un rumore di una macchina di lusso, si vede una macchia bianca avvicinarsi da sotto gli aloni giallastri dei lampioni , sempre più vicina ma con calma. I due deglutiscono della saliva ghiacciata, è arrivato il momento, fra pochi istanti finirà tutto forse anche la loro vita. La macchina è già li, scende un signore molto ben vestito, ma con una pacchiana ostentazione di griffes che dice “Avete portato il progetto” “Si” Ma prima che uno dei due riesca a finire la frase l’altro caccia una pistola e spara al compratore. Nessuno se l’aspettava, neanche l’uomo con l’impermeabile che neanche ha il tempo di gridare “ma che caz..!” BANG un colpo in piena testa a lui che cade a terra come un cadavere.Cosa che lui è.
Il biondino rimette la sciarpa a posto, fra le bestemmie ed un pianto di odio e disperazione, poi prende i soldi, la valigetta, mentre mette con freddenza la pistola fra le labbra. Finisce anch’esso a terra, ma da un colpo al cranio poi il suo corpo esamine viene portato via in un Ducato December 01 Sperimentazione LetterariaProviamo questa sperimentazione “flusso di coscienza abbinato ai meshuggah” Terremoto avanza minacciosamente in una gelida onda sonora tremula per secondi e secondi finché non riprende la solita melodia distorta e malata ma il terremoto continua meccanicamente come una falciatrice è tutto gelido in uno scenario iper-moderno e quasi post-umano pare di avere matrix di fronte agli occhi le urla partono nella tecnologia l’uomo ritorna bestia e avanza con le macchine è tutto annichilente parte destruens senza parte costruens in vista il terremoto riprende ad avere la forza di prima pare che stia tutto per cambiare ma è solo una variazione del ciclo che si ripete e ripete e ripete e ripete e ripete finchè ripartono le urla è tutto più movimentato il terremoto è stato assorbito e personalizzato dalla falciatrice che impone ritmi sempre più staccati frenetici pare stia per impazzire mentre onde tremule e sinusoidali fischiano ma poi si ritorna come prima la falciatrice non è soddisfatta pare che il ciclo stia arrivando alla sua massima potenza in pieno regime è pronta a ritornare. SIlenzio
canzone "in death is deatH-Meshuggah" October 13 Felicità 131008Un giorno come tanti altri, un ragazzo come tanti altri un pc come tanti altri September 13 Ispirazione autunnaleE dalla più calorosa estate si passa all’autunno più grigio, il sole accecante lascia spazio alla pioggia maledettamente benedetta che pare lavar via settimane di libertà ora di divertimento e minuti di gioia. Tocca andare avanti e dal purgatorio all’inferno il passo non è né meno lungo né meno corto rispetto quello dal purgatorio al paradiso, la pioggia scroscia ulteriormente e lava via la luce, che fino a qualche ora fa imperava, stanotte fra ululati di vento e finestre isteriche. È il tempo del cambiamento, tutto muta nella sua forma mantenendo in se la sua essenza. Nulla si crea e nulla si distrugge,e tutto inevitabilmente torna Il vento si fa minaccioso, le foglie cadono il cielo è di un adorato piombo che ci rinfresca. Non è fine di un’estate, è la preparazione di un’altra. August 13 La fine del guerrieroE così, in questa notte d’estate dove la luce pare equilibrare le tenebre, in questa notte dove il vento accarezza la pelle, le stelle brillano e il cielo pare più infinito del solito, io, il guerriero depongo la mia arma più potente: la vita. Sommerso in maree di sangue, in sinfonie di pianti e lamenti mi sento tremendamente incapace a gestire una vita fuori da tutto ciò che sono e simboleggio:la guerra. La luna si riflette sulla lama che è decisa quanto me:un portatore di barbarie è meglio che si faccia da parte di fronte a questa immeritata bellezza. Questo mondo è troppo buono per me. Voglio che tutte le vedove e gli orfani possano godere ancora di più di tutta questa bellezza sapendo che l’assassino dei loro amati non c’è più. Non sono triste anzi, sono sereno, sento una profonda gratitudine verso la natura e Dio, e penso che io tutto questo non lo merito, voglio cancellare la mia vita e tutto ciò che essa ha portato. E così, in questa notte d’estate dove la luce pare equilibrare le tenebre, in questa notte dove il vento accarezza la pelle, le stelle brillano e il cielo pare più infinito del solito, io, il guerriero sorrido,guardo la bellezza che mi circonda, e affondo il pugnale nel mio petto perché, tutta questa bellezza non la merito Ispirazione:Empty Opening-Amorphis June 28 Altro monologoMi siedo e mi guardo intorno. Mi do all’arte dell’impicciarsi dei fatti altrui mentre dall’alto mi pervade nei vestiti e nei polmoni aria raffreddata artificialmente, e mentre mi volti vedo la più disparata rappresentanza di umanità. Gente terrorizzata dal possibile arrivo del controllore, lo sguardo annoiato del conduttore che farà la strada per la 300esima volta in vita sua e che si concede il lusso di una sigaretta rubata fuori dal finestrino. Passo per i vari paesaggi del tavoliere che scorrono come episodi di una serie televisiva vista mille volte che fuori non cambia mai, ma che ogni volta è cambiata a seconda del tuo umore, e la terra mora e bionda mi dice che è incontrovertibilmente estate. M’immergo nella musica dei miei pensieri che oramai hanno superato il pullman, la statale e ogni spazio razionalmente identificabile. Mi rivolgo con lo sguardo ai miei compagni di viaggio: c’è la bellissima ragazza con occhi che paiono tristi nell’impenetrabile ghiaccio del loro colore, c’è colui che è la prima volta che esce con una ragazza e sta ripassando in mente uno stratagemma che comunque sarà inutile. Poi penso al mio motivo che starà a sciogliersi alla fermata perché sto dannato autobus farà tardi e glie lo spiegherò per l’ennesima volta, come se ce ne fosse ancora bisogno, e per l’ennesima volta mi dirà di non preoccuparmi per lei. I paesaggi continuano a scorrer come i miei occhi che fanno su e giù tra l’azzurro del cielo e il bruno della terra; si comincia ad entrare in città, la fermata è vicina, è la prossima. Eccola February 27 Altro monologoBenvenuti al cinema onirico. Avete pagato il biglietto?Siete pronti a vivere l’indimenticabile-imperdibile-orrido spettacolo del vostro subconscio? Suvvia siore e signori, basta saper tornare bambini! IL cinema onirico, dove tutto ciò che non vorreste che s’avverasse mai c’è e voi ne siete felici. Quanti Lupi avrà ucciso cappuccetto rosso? Chi vuole vedere l’uomo forzuto spazzato via dalla sua stessa ombra? Assistete alla caduta del tempo mentre, comodi come acasa vostra,guardate il grande acquario noto come universo! Un palazzo brucia d’acqua!abbiamo bisogno del fuoco per estinguerlo! Eh! Guardate che strano!!una città sta fagocitando un cratere! Questo ed altro nel cinema onirico ! Come arrivarci?Chiudete gli occhi, e al resto ci pensiamo noi! November 17 1° monologoA volte capita che la mia mente scappa in posti,lontani per allontanarsi dai problemi,dallo stress di ogni giorno. Lo faccio pur sapendo di sbagliare perché i problemi bisogna affrontarli al momento altrimenti c'è più che il rischio, la sicurezza che ti verranno a cercare anni dopo,e sta sicuro che ti troveranno e ti faranno più male che mai,ma io non lo faccio tento di scappare pure sapendo di sbagliare.ma sto tentando di evitare di farlo con grandissima fatica,ma ci sto provando. E il ritorno può essere molto pesante,brusco e se è così eccomi lì come un soldato sbattuto fra il fango e la polvere in una battaglia di cui non sa ne causa né effetto. Ed è bruttissimo. Ma ho due scelte o togliermi il dente subito o lasciarlo marcire finché non si decomporrà in bocca. E a volte capita addirittura che sia indeciso. November 16 appunti di una mattinata uggiosaAppunti di una mattinata uggiosa È mattina sto andando a scuola,entro un’ora più tardi Il cielo è grigio,la strada pure,e si congiungono all’orizzonte espandendosi a perdita d’occhio. Luogo da me così profondamente amato ed odiato,sono solo in strada non c’è un’anima viva in giro,sarà perché sono abituato al trambusto dei pendolari mattinieri,che fra una chiacchiera e l’altra aspettano il loro autobus. Fa freddo,la pioggia mi finisce sugli occhiali e mi rovina le lenti. Tutto questo grigiore e questo freddo dovrebbero intristirmi ma,chissà perché mi lascia assolutamente indifferente,anzi mi incuriosisce alquanto. Mi incuriosisce il fatto che in una mattinata fredda,piovosa e con le strade semi deserte. Non mi deprime,non mi fa perdere il buon’umore. Sono 6 minuti che cammino,non mi sono mai reso conto che ad raggiungere la mia scuola mi facesse impiegare tutto questo tempo,eppure sono 4 anni che la frequento! Il cielo è quasi plumbeo,la piova viene ancora giù ed io sto cominciando ad avvicinarmi all’ingresso. Sono davanti al commerciale,che impressione mi fa vedere il suo ingresso vuoto,in una mattinata di novembre. Oramai sono arrivato. Un’altra mattinata in ufficio mi attende
July 01 0:00E’ mezzanotte,sto meditando nel luogo più alto a me accessibile,nessun suono,nessuna luce se non quella della luna,nessuno se non me e il cielo. Lo fisso,lo respiro La primordialità dell’uomo al contatto con gli elementi L’animo si spande,si fonde con l’universo La brezza è il soffio vitale,mi faccio condurre. Odo la voce dell’anima trasportato dal vento delle passioni è tutto cosi primitivo,cosi passionale E’ una cavalcata selvaggia del mio essere verso la natura Un turbinio di emozioni mi cresce dentro,e non posso fare nient’altro che contemplare June 25 l'eroeNarro le gesta dell'eroe .Di battaglie efferate,di partenze sofferte .Di viaggi nell'ignoto:dai deserti incendiati ai ghiacci eterni. Lui va. Ma alcune avventure ti lasciano un punto interrogativo marchiato a fuoco sul cuore,nel cervello,e allora spogliatosi della sua armatura andava in giro chiedendosi il "perchè"...nessuno in particolare era un perché .....generale. Era andato dai sapienti,ma non sapevano che fare se non propinargli favole millenarie e preso dallo sconforto continuo a vagare per le terre conosciute,ma per quante facce incontrava le risposte erano due o l’imbarazzato silenzio del dotto che scopre la propria ignoranza in poco tempo o la faccia girata del pieni di se. Erano anni che vagava,l’eroe aveva parlato con tutti,letto tutti i libri,ma le sue lacune erano ancora vuote. Ma non ostante tutto la voglia era forte come il caldo di quell' agosto .c'era tempesta .un fulmine schiarì l'aria e nella sua elettricità e nel fuoco che sprigionò,quando colpi un albero,tutto fu illuminato. L'eroe sapeva il perché .Di Tutto
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